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15

SET

2017

VALUTAZIONE DEL POTENZIALE SENSIBILIZZANTE DI SOSTANZE CHIMICHE ATTRAVERSO UN SEMPLICE E RAPIDO METODO IN VITRO

Buzzella A.1, Mori M.3, Vicini R.3, Angelinetta C.3, Mazzini G.2, Pastoris O1.
1 Dipartimento di Biologia e Biotecnologie, Università di Pavia, Pavia, Italia.
2 Istituto di Genetica Molecolare, CNR, Pavia, Italia.
3 Bio Basic Europe S.r.l., Milano, Italia.

Il test Human Cell Line Activation Test (h-CLAT) misura in vitro l’attivazione delle cellule dentritiche utilizzando la linea cellulare di monociti umani THP-1. Questo metodo valuta la variazione nell’espressione di due specifici antigeni di membrana (CD54 e CD86) indotta da sostanze sensibilizzanti, attraverso l’analisi citofluorimetrica. Gli antigeni vengono rilevati mediante l’utilizzo di anticorpi monoclonali coniugati con FITC. La fluorescenza emessa (generalmente a bassa intensità) si sovrappone al naturale livello di auto-fluorescenza cellulare generando problemi nell’analisi e nell’interpretazione dei dati.
Lo scopo dello studio è stato quello di trovare un parametro citometrico alternativo, più sensibile rispetto alla fluorescenza, al fine di valutare il potenziale sensibilizzante di diverse sostanze chimiche.
Allo scopo, le cellule sono state seminate ad una densità di 0.2x106 cellule/ml e mantenute in coltura per 48 ore. In seguito, le cellule sono state trasferite in una piastra da 24 pozzetti, (1x106 cellule/pozzetto) e trattate con differenti composti sensibilizzanti e non sensibilizzanti. Come analisi di controllo, un set di cellule non è stato esposto ad alcuna sostanza chimica. Dopo 24 ore, è stato effettuato un doppio lavaggio in PBS ed è stata realizzata un’analisi citofluorimetrica.
Nelle cellule trattate con sostante sensibilizzanti è stata osservata un’alterazione significativa del parametro citometrico di forward scatter (FSC). Nessun cambiamento è stato invece osservato nelle cellule di controllo e nelle cellule trattate con sostanze non sensibilizzanti. Questi dati suggeriscono che composti chimici di cui è noto il potenziale sensibilizzante sono in grado di indurre evidenti cambiamenti morfologici nelle cellule THP-1, come dimostrato dalle variazioni di FSC. Possiamo quindi affermare che la misurazione di FSC può essere utilizzata come metodo sensibile, veloce e poco costoso al fine di permettere la discriminazione fra sostanze sensibilizzanti e non sensibilizzanti.

Parole chiave: sensibilizzazione cutanea, THP-1; morfologia; citofluorimetria, metodo in vitro


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