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COMUNICATI STAMPA

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GIU

2016

RELAZIONE CONFERENZA DI PRESENTAZIONE DELLE LAUREE MAGISTRALI PLUS Venerdì 27 Maggio 2016 Università di Pavia

Venerdì 27 maggio 2016, alle ore 10.00, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Università di Pavia in Strada Nuova n. 65, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione delle Lauree Magistrali Plus.
La conferenza si è svolta secondo il seguente programma:
- h10.00 Prof. Fabio Rugge, Magnifico Rettore, “Introduzione”
- h10.15 Prof. Francesco Svelto, Prorettore alla Terza Missione, “La proposta delle Lauree Magistrali Plus”
- h10.30 Prof. Paolo Benazzo, Presidente EDISU (Ente per il diritto allo studio universitario), “Il ruolo dei Collegi”
- h10.40 Prof. Stefano Paleari, Membro del Board dell’European University Association
- h10.50 Dott.ssa Valentina Aprea, Assessore all’Istruzione e alla Formazione Regione Lombardia
- h11.00 Avv. Roberto Maroni, Presidente Regione Lombardia
- h11.20 Tavola rotonda “Il contributo delle Imprese”
• Sig. Gianpiero Lotito, fondatore FacilityLive
• Ing. Antonio Leone, Presidente Associazione “Italian Angels for growth”
• Ing. Paolo Seghi, Manuli Hidraulics
• Dott.ssa Chiara Albicocco (moderatrice), giornalista di Radio 24, Il Sole 24 Ore
- h11.50 Ing. Franco Bosi, Presidente della Camera di Commercio di Pavia, “Conclusioni”

Il Magnifico Rettore, Prof. Fabio Rugge, dopo informali saluti e ringraziamenti, spiega che tecnicamente quello a cui il pubblico ha accettato di partecipare è il lancio di un prodotto, la nuova laurea LM+. In realtà - sottolinea - che questo prodotto apparentemente semplice incorpora idee complesse e persino sentimenti diversi. Il Prorettore Francesco Svelto circa un anno prima gli propose questa iniziativa di ritorno da un viaggio in Canada, dove l’aveva già vista realizzata. Piacque molto al rettore, prorettori e dirigenti, che decisero di darle vita anche ricorrendo ad uno stratagemma per adattarla agli standard richiesti dall’ordinamento Nazionale degli Studi.
Entra più nel dettaglio, spiegando che la durata della laurea magistrale classica è normalmente stabilita in due anni, mentre con le lauree magistrali plus viene allungata di un semestre. Lo studente trascorre un anno presso una o due organizzazioni ospiti, azienda o altra struttura partner del progetto (ad esempio museo o organizzazione governativa), durante il quale può elaborare la sua tesi di laurea. L’intera esperienza è validata e implementata congiuntamente dalle due istituzioni formative: Università e Impresa.
Ci tiene a precisare che definire Università e Impresa come due istituzioni formative è proprio il tratto distintivo che consente di non confondere il tirocinio di LM+ con un tirocinio curriculare dilatato. Il tirocinio curriculare - introdotto venti anni prima nella legislazione - fece molto discutere e venne dai più considerato come tempo distolto agli studi accademici, mentre solo alcuni ne difesero la valenza formativa. Si trattava solitamente di poche settimane che lo studente poteva trascorrere in un contesto operativo, “un bagno in una realtà professionale remota dalle aule universitarie”. Spesso accade, però, che l’impegno delle istituzioni ospiti sia debole e che non riescano ad utilizzare al meglio le risorse, non avendo il tempo e il modo adeguato per valorizzarle.
Le lauree LM+ - spiega - non nascono per riempire le lacune dei tirocini curriculari, pur certamente compensandole. Il progetto scaturisce da una diversa concezione della relazione tra Università e Impresa e del loro rapporto con lo studente. L’Impresa, e non più solo l’Università, è considerata luogo di produzione di sapere e agenzia formativa. Le aziende in questa concezione possono generare e trasferire il sapere. Le basi dell’incontro tra sapere e impresa sono dunque ben diverse da quelle del tirocinio curriculare, che è concepito come “praticantato”. Il Prof. Rugge auspica che l’iniziativa possa sollecitare la circolazione di conoscenza più elevata di una mera pratica, oltre che aiutare significativamente l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e stimolare il dialogo tra imprese e università. “Insieme è meglio” è il motto che cita. Conclude vantando le iniziative promosse dall’Università di Pavia, grazie all’approccio all’innovazione aperta e proiettata verso il mondo esterno:

- “crowdfunding”, ovvero lancio di una piattaforma universitaria per il sostegno diffuso della ricerca
- Licenziamento del primo piano strategico tematico di Ateneo
- Primo corso di Medicina in lingua Inglese in Italia

Saluta infine il pubblico, esprimendo la convinzione che dall’alleanza tra Economia, Politica, Cultura e tutti gli Atenei, insieme alla forza degli studenti, possa partire la spinta per mettere in moto la crescita del Paese.

Segue il discorso del Prorettore alla Terza Missione, Prof. Francesco Svelto, che dopo brevi saluti entra nel merito tecnico della proposta appena introdotta, tracciandone gli aspetti specifici e la struttura generale del percorso.
Con l’ausilio di un grafico spiega il contesto da cui è nata l’idea delle LM+. Le colonne indicano il nr di studenti immatricolati presso le Università Italiane in un arco temporale dal 1990-91, all’anno accademico 2013-14. La linea continua rappresenta il numero di studenti diplomati presso scuole superiori Italiane che hanno deciso di immatricolarsi all’Università. Complessivamente negli ultimi dieci anni si nota che il numero di immatricolati è calato in modo sensibile: 100.000 studenti in meno, ovvero il 30% in meno di studenti ha deciso di iscriversi all’Università. Dato più indicativo è la percentuale di ragazzi che hanno deciso di iscriversi all’Università avendo conseguito un diploma. Nell’anno accademico 2003-04 la quota risultava pari circa all’80%, in quello 2013-14 al 60%, in altre parole se su cinque ragazzi diplomati dieci anni fa quattro andavano all’Università, ora ne contiamo 3. Questo trend impatta in modo importante (e negativo) sulla Società. Si evince che gli studenti ai giorni nostri mettono in discussione il valore della Laurea. Società, Istituzioni e Università hanno dunque un ruolo fondamentale, ovvero quello di individuare le aspettative di studenti e famiglie e “cercare di integrare le loro richieste con le competenze che vengono dai grandi cambiamenti economici, tecnologici e sociali”. Spiega che lo scenario a cui assistiamo mostra un problema importante e necessariamente da risolvere. Lo considera anche un dovere etico, quello di dare alle nuove generazioni una proposta che li veda protagonisti nella Società del domani. Anche in ottica Europea mostra che l’Italia ha il più basso numero in percentuale di laureati rispetto agli altri Paesi Europei. I laureati magistrali sono cruciali per il contributo alla ricerca e all’innovazione, per questo motivo LM+ è dedicata a loro.
L’Università di Pavia si propone come snodo per collegare efficacemente studenti, Imprese, Enti e Istituzioni proponendo un percorso ad alta integrazione dei saperi. L’obiettivo è che gli studenti acquisiscano una formazione identica ai colleghi dei corsi di laurea magistrale classici, accrescendola con cultura, tecnologie e problematiche d’impresa.
La motivazione per le imprese di aderire al progetto è che vedono in primis l’integrazione delle competenze degli studenti come un dovere sociale. Per le imprese e per le Istituzioni è anche un’occasione per incrementare progetti comuni, nella ricerca e nell’innovazione. In ultimo – ma non per importanza - alle imprese interessa conoscere potenziali talenti che un domani possano auspicabilmente lavorare con loro.
Il Prof. Svelto entra nel dettaglio della struttura del progetto. Dice che partiranno con 5 corsi di laurea pilota, della durata di 5 semestri invece che i canonici 4, e 2 degli ultimi semestri prevedono un percorso formativo di 6 mesi ciascuno in azienda. Gli studenti possono seguire un unico percorso di 12 mesi nella stessa azienda o due percorsi da sei mesi in due aziende diverse. Lo studente riceverà un rimborso mensile, al momento previsto di 500 EUR al mese. Le esperienze all’estero sono possibili e caldeggiate. Il numero degli studenti sarà programmato e modulabile di anno in anno, dipendendo dai percorsi aperti e dal nr di aziende aderenti al progetto. Per il 2016-17 sono previsti i seguenti corsi, di cui due in lingua inglese: Biotecnologie Avanzate – Chimica – Electronic Engineering – Filosofia – International Business and Entrepreneurship. Curriculum, crediti e votazioni degli studenti sono messi al vaglio dai Consigli didattici, che stabiliscono chi possa accedere alle LM+, non prima di aver superato un colloquio di gruppo con docenti e imprenditori. Previsti due tutor, uno aziendale ed uno universitario, che collaboreranno in tutte le fasi del progetto. Altro punto che il Prof. Svelto sottolinea è che l’Università si impegna a favorire il ritrovo tra aziende e studenti, ed in quest’ottica i collegi pavesi saranno proprio il luogo nevralgico in cui le aziende potranno incontrare gli studenti, mostrare i propri prodotti, obiettivi e aspettative, e rispondere alle domande dei ragazzi.
Conclude l’illustrazione presentando il panel delle 30 aziende che hanno firmato la convenzione delle Lauree LM+: ABCS, ACS DOBFAR, ATOM, BASF The Chemical Company, beSharp, Bio Basic Europe, Bitolea, Bip, BrightSolutions, Confindustria Pavia, Dipharma, Engineering, FacilityLive, IBM, Indena, Italtel, LabAnalysis, Manuli Hidraulics, Monier, Naicons, RES, Saes Group, Sapio Gruppo, Siae Microelettronica, ST, TIM, TG, Ubi Banca, Yoox.

E’ il turno del Prof. Paolo Benazzo, Presidente EDISU (Ente per il diritto allo studio universitario) con l’intervento “Il ruolo dei Collegi”. Anticipa che articolerà il suo discorso in tre tranche:

- capire cosa sono i collegi a Pavia
- cosa significa studiare al loro interno
- qual è il ruolo dei collegi nelle LM+

I collegi a Pavia hanno un significato importante in termini di quantità e qualità. Quantitativamente sono 1508 posti letto in 11 residenze universitarie dislocate sull’intero territorio pavese e che coprono in Lombardia il 19% dei posti letto, su una media nazionale del 3.8%. Sommando i collegi di merito arrivano a superare il 10% in media nazionale. I collegi hanno anche un profilo di qualità. Ci tiene ad evidenziare che non devono essere considerate mere residenze universitarie o posti letto, ma una realtà irripetibile di luoghi di formazione, con la presenza di Rettori che vivono al loro interno.
Con l’ausilio di un grafico mostra cosa significa studiare in un collegio. Vi sono due dati particolarmente significativi: nell’anno accademico 2009-2010 la media di conseguimento del titolo per gli studenti nei collegi EDISU è stata del 64.2% rispetto al 58.6% degli studenti fuori collegio; i crediti formativi sono stati del 37.1% per i collegiali e 30.6% per i fuori collegio.
Nell’anno accademico 2014-15 il conseguimento dei crediti formativi per i collegiali è stato dell’86.6% con una media di voti del 27.1 rispetto alla media voti dei fuori collegio del 24.6. Si evince che il collegio è un ambiente che favorisce il raggiungimento dei risultati accademici oltre che l’ascensione sociale dello studente.
Arriva al terzo punto - ovvero al ruolo vero e proprio dei collegi. Li considera un terzo pilastro, o meglio una terza istituzione formativa, per riprendere il discorso del Rettore, insieme a Università e Aziende. Nelle LM+ i collegi sono un hub (fulcro) nel rapporto sinergico accademia-impresa. Conclude spiegando che la presenza dei collegi all’interno delle LM+ è un progetto che si articola in due fasi: la prima – immediata – che chiama “editio minor”, dove i collegi sono visti come luogo di interscambio e incontro tra imprese e studenti e luogo di organizzazione eventi. Più ambiziosa è la fase due – un ”editio maior” - per far diventare i collegi una dimora riservata, aprendoli su base selettiva con l’assegnazione di posti gratuiti agli studenti più meritevoli. E’ la fase più importante e che richiede sforzo nel trovare una convenzione tra Università e Istituzioni, per il recupero delle risorse necessarie. Realizzando la seconda fase anche gli studenti fuori regione – se meritevoli - potranno essere allocati gratuitamente nei collegi.

Prende la parola il Prof. Stefano Paleari, Membro del Board della “European University Association” e Past President della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane). Saluta e ringrazia i presenti e il Rettore per l’invito. Anticipa che il suo sarà un breve intervento con riflessioni di carattere generale sull’iniziativa delle LM+, che ben si colloca nel panorama internazionale ma anche nel contesto contingente, e che i temi che toccherà saranno:

- Panoramica sull’Università italiana
- Tema della doppia velocità
- Valore della competizione unito alla cooperazione
- Sentiero comune di Università e Impresa

Racconta che insieme ad una Dottoranda dell’Università di Pavia - ora in visiting alla Stern University di New York - Laura Parisi – hanno deciso di realizzare una valutazione tecnica delle performance di ricerca dei Paesi nel mondo. Spiega che anche accettando la filosofia delle regole internazionali (mainstream), l’Italia si difende molto bene dal punto di vista delle performance della ricerca sugli investimenti.
Mostra un grafico esplicativo del rapporto tra Investimento e Ricerca, che evidenzia che i Paesi possono essere suddivisi in tre categorie. Sull’asse delle ascisse vi è il numero dei ricercatori, mentre sulle ordinate un parametro di performance (h index). La prima categoria di Paesi è quella di chi investe molto nella ricerca, ottenendo performance limitate (Cina, Russia, Giappone, Corea del Sud). La seconda categoria è quella di Paesi (Regno Unito, Germania, Francia) che investono molto e ottengono un risultato proporzionale al loro investimento. L’Italia si colloca nella terza categoria di Paesi che investono meno, ma ottengono risultati mediamente superiori. Il nostro punto di riferimento si è spostato da Germania, Francia e Regno Unito, verso l’obiettivo più concreto di Canada, Olanda, Svizzera e Australia.
Passa al tema delle doppie velocità, che - spiega - interessa tutti gli ambiti della Società, non solo quello Universitario. Illustra la differenza tra doppia velocità in un contesto di mercato ed in un contesto protetto e regolato. Per spiegare la doppia velocità in un contesto di mercato cita un simpatico aneddoto dell’Amministratore Delegato dell’aeroporto di Atlanta:

“in un contesto di mercato la doppia velocità si regola in maniera molto semplice. Quello che va più piano viene eliminato. E’ come andare a fare una gita nel bosco con un amico. Tu incontri l’orso e pensi di poter correre più veloce dell’orso? No, devi solo correre più veloce dell’amico, il resto lo fa l’orso!”

generando risate e forti applausi del pubblico. Per spiegare la doppia velocità in un contesto protetto e regolato cita l’esempio di due vagoni, uno lento e uno veloce. Per far convivere le due realtà non occorre adattare la velocità del sistema a quella del più lento, bensì aumentare la velocità di quest’ultimo senza fermare quella del più veloce. Il contesto regolato coinvolge diversi ambiti (rapporto tra regioni, tra Nord e Sud, tra imprese e Università, tra grandi e piccole imprese), una buona politica ritiene sia quella capace di coniugare cooperazione con competizione. Si rende conto che possa apparire come un paradosso ma “più coniughi più competi, più conosci il soggetto con cui ti interfacci e più vuoi superarlo e più competi”. Chi ottiene il secondo posto non deve per forza essere eliminato, ma avere l’ambizione di diventare a sua volta il primo.
Conclude entrando nel tema del sentiero comune di Università e Impresa. Negli ultimi anni ha constatato che Università e Impresa hanno entrambe fatto un passo indietro. L’Università ha perso il 15% dei ricercatori e le imprese il 20% della produzione industriale. Se non si recupera un sentiero comune di alleanza, da non confondere con sudditanza o strumentalità, teme che l’Italia non riuscirà a superare lo 0% di crescita. Il progetto delle LM+ è una delle risposte possibili, una novità che suggerisce anche agli altri Atenei di imitare. Consiglia di prendere spunto dalla filosofia dei Paesi anglosassoni ed in generale dell’Europa occidentale, per i quali il graduate student non è visto solo come uno studente ma come un “collaboratore dell’Università, partner dei professori e interlocutore privilegiato di chi sta fuori”.
Saluta il pubblico affermando che la fatica per l’avvio del progetto sarà compensata da grandi benefici per entrambe le Istituzioni.

Si unisce ai relatori la Dott.ssa Valentina Aprea, ”Assessore all’Istruzione e alla Formazione Regione Lombardia”. Dopo brevi ringraziamenti afferma l’importanza per i ragazzi di ottenere un contratto di lavoro, poiché i giovani dai 20 ai 30 anni rappresentano una risorsa umana messa da parte in Italia, dedicata solo allo studio, diversamente da come avviene nel resto del mondo. Sono giovani ricercatori che hanno la potenzialità di cambiare l’economia e la vita di tutti i giorni con le loro scoperte ed invenzioni.
Dichiara con convinzione che “Regione Lombardia c’è” accanto all’Università di Pavia, poiché crede nel progetto ed in particolare nell’apprendistato di terzo livello, con lo scopo di far entrare i giovani – che si vedono spesso offrire tirocini e stage anche una volta laureati – “dall’ingresso principale delle aziende e non da quello di servizio”. Auspica che le LM+ possano rappresentare l’inizio di un nuovo modo di valorizzare i giovani, con un lavoro che rappresenta anche un contratto. Racconta che Regione Lombardia è la prima in Italia ad avere registrato e regolamentato il nuovo codice per l’apprendistato previsto dal Jobs Act, e spinto le parti sociali a sottoscrivere accordi che rendono possibili contratti di apprendistato di terzo livello. Ricorda che in questi anni tra le istituzioni scolastiche più proattive si sono distinte: Politecnico di Milano con 131 apprendisti finanziati anche da Regione Lombardia, Università di Pavia con 94 apprendisti, l’Università Bicocca con 33, Università di Bergamo 23, Università dell’Insubria 20.
Regione Lombardia ha adottato misure con una copertura di 2 milioni di Euro. In conclusione invita il Presidente Maroni a valutare il finanziamento dei collegi, meritato poiché si stanno sforzando di assumere una valenza internazionale nel rispetto delle tradizioni e della matrice lombarda.
Esprime la convinzione che se Università, Impresa ed Istituzioni saranno in grado di collaborare, allora il progetto delle LM+ avrà un sicuro successo.

Interviene il Presidente della Regione Lombardia, Avv. Roberto Maroni, che dopo saluti e ringraziamenti dice di aver ascoltato con interesse e condiviso tutti i discorsi precedenti. Esprime subito il proprio appoggio all’iniziativa delle LM+ dell’Università di Pavia, giudicandola coerente con la linea di pensiero che guida da sempre Regione Lombardia, ovvero l’integrazione, il collegamento tra il mondo della formazione universitaria con quello del lavoro. Ha gradito la definizione di impresa descritta dal Rettore come luogo di produzione del sapere e agenzia formativa. Sostiene che l’impresa sia proprio questo, e che ricopra un ruolo fondamentale di responsabilità sociale. L’imprenditore deve fare certamente profitto, che viene reinvestito e che dunque crea ricchezza, crescita e lavoro. L’istituzione ha il compito di favorire questo processo di crescita delle imprese attraverso diverse iniziative: in primo luogo consentendo loro di essere competitive, mettendo a disposizione personale, studenti e laureati in uno scenario globale. Spesso ha sentito affermare che il deficit delle imprese sia causato dalla loro piccola dimensione e che occorre investire sulla loro crescita dimensionale. Roberto Maroni non è d’accordo, la Lombardia ha una ricca storia fatta di piccole imprese, imprese familiari. Su un territorio di 10 milioni di abitanti vi sono 800.000 imprese, la grande maggioranza delle quali nate per iniziative di una singola persona, che si mette in proprio con convinzione e passione per un’idea. Sulla base di questo, ritiene che non sia necessario stravolgere il modello economico Italiano, ma renderlo competitivo nel mondo. Giudica l’iniziativa LM+ in sintonia con l’orientamento di Regione Lombardia verso: Formazione, Innovazione e Ricerca, un trinomio su cui ha investito ingenti risorse ed intende continuare ad investire, favorendo e finanziando le imprese innovative, le start-up ed i giovani che desiderano intraprendere un percorso imprenditoriale.
Per confermare la tendenza della regione all’innovazione, cita l’ultimo bando emesso, il bando per l’apprendistato di alta formazione e ricerca che partirà a giugno con 2 milioni di Euro di dotazione. L’Europa premia Regione Lombardia per questa inclinazione all’avanguardia, ad esempio con l’aumento della dotazione dei fondi europei nel settennio 2014-2020, cresciuto oltre il 60% nell’FSE e nel fondo per le imprese, rispetto alla programmazione precedente. La Regione ha guadagnato questo premio – spiega - poiché ha saputo allocare correttamente le proprio spese e impiegare le risorse per quella precisa finalità: il sostegno alle imprese e alla ricerca, senza contributi a fondo perduto. Allo stesso modo Regione Lombardia è pronta e disponibile a sostenere il progetto LM+ in tutte le forme opportune.
Ricorda la citazione del Prof. Paleari, cioè l’importanza che Università e Impresa abbiano un destino comune, auspicando che anche le Istituzioni possano condividere il medesimo percorso. Regione Lombardia ha infatti aderito a tante iniziative lanciate dalle imprese, per citarne una Assolombarda che tempo fa lanciò il codice etico nei pagamenti, ovvero l’impegno a pagare i propri fornitori nei termini contrattuali stabiliti. Regione Lombardia ha aderito - pur non avendo obblighi legali – impegnandosi a pagare i propri fornitori in tempi pattuiti, in media di 25gg contro i 180gg della media nazionale. Tutti i fornitori – inoltre - devono sottoscrivere lo stesso protocollo, impegnandosi a loro volta a saldare i loro fornitori secondo la stessa procedura.
Conclude con la richiesta all’Università di Pavia di valutare la possibilità di inserire anche Regione Lombardia tra le Imprese aderenti al progetto, in particolare per le classi di Filosofia e International Business and Entrepreneurship. Sostenendo già l’internazionalizzazione delle imprese con iniziative concrete, ed essendo attivi nell’international business, aderirebbero convintamente. Chiude il discorso con ringraziamenti.

* * *

Conclusa la prima parte della conferenza ha inizio la tavola rotonda “Il contributo delle Imprese”.

La Dott.ssa Chiara Albicocco - giornalista dei settori Scienza, Tecnologia ed Innovazione per Radio24 – è la moderatrice della tavola rotonda. Spiega che i partecipanti sono i rappresentanti dell’Impresa, e che i loro interventi saranno rivolti agli studenti allo scopo di raccontare principalmente:
- in che modo sfruttare l’occasione del tirocinio;
- quali possano essere i vantaggi di arrivare in azienda preparati prima degli altri;
- quali le criticità;
- come essere competitivi e firmare il “famoso contratto”.

Il primo intervento è dell’Ing. Paolo Seghi, CIO dell’azienda Manuli Hidraulics.
D: “la sua azienda è importante, ha un ‘innovation centre’ di cui fa il coordinatore. Che cosa significa avere un innovation centre e quali sono i punti di forza e debolezza necessari da conoscere per gli studenti quando vengono ad incontrarvi?”
R: l’Ing. Seghi si presenta, e dice di aver conseguito il titolo di Ingegnere Meccanico, laurea del vecchio ordinamento, e di aver sempre lavorato nell’azienda della gomma, prima per Pirelli e successivamente per Manuli. E’ il Chief Innovation Officer del Gruppo, lavoro importante “per un’azienda che vuole essere internazionale e leader nel proprio settore”. E’ anche Direttore Generale di Manuli Hidraulics Italia.
Afferma che sia fondamentale per un’azienda creare innovazione o non c’è futuro.
Per rispondere meglio alla domanda della moderatrice ci tiene a fare una premessa, dividendo il concetto di Technology Innovation da quello di Innovation Technology. Il primo – spiega - è l’innovazione tecnologica, quel bagaglio di conoscenze che permettono di sviluppare prodotti e processi. Il secondo è la tecnologia dell’innovazione, quell’insieme di strategie, metodologie e strumenti che permettono di organizzare, guidare e implementare l’innovazione in modo strutturato. Spiega che è proprio questo che cerca di fare Manuli Hidraulics nel Centro Tecnico di Bologna, dove ospitano circa una trentina di professionisti altamente specializzati.
Racconta della sua esperienza con i giovani laureati di oggi. Dice che ne ha intervistati tanti, assunti, seguiti, sviluppati solo alcuni e sul piano dell’innovazione tecnologica ha riscontrato sempre buone competenze. D’altro canto ha spesso riscontrato una carenza dell’altro aspetto, ovvero la tecnologia dell’innovazione. Ritiene che sia proprio questa la lacuna che Università e Impresa dovrebbero impegnarsi a colmare, dal momento che gli studenti “risultano tecnicamente preparati ma digiuni dei metodi e degli strumenti che si usano in azienda nel ruolo tecnico scientifico finalizzato all’innovazione”. Per questo Manuli ha deciso di aderire al progetto LM+, per provare a dare una risposta concreta a questa esigenza.

D: “Il fatto che questo avvicinamento aziendale avvenga prima, può essere un punto di forza per il ragazzo?”
R: L’Ing. Seghi risponde positivamente, pensa che anticipare le esperienze dei colleghi sia una grande opportunità, soprattutto grazie al supporto della figura dei tutor. A questo proposito fa una raccomandazione agli studenti: i tutor migliori sono di solito le persone migliori, che per questo attirano tutti i lavori in azienda, e hanno poco tempo a disposizione. Consiglia agli studenti di tirare fuori carattere e proattività, cercare di “rubare” esperienze e competenze ai tutor, essendo “insistenti, garbatamente pressanti, vicini e interpretando tutto quello che dicono con buon senso”. Se il capo non è sempre presente – afferma – “si può sopperire con spirito di iniziativa e intelligenza”. Spesso nella sua carriera non ha ricevuto ordini chiari dai suoi superiori, ma ha visto questo atteggiamento come un’opportunità di autogestirsi e costruirsi un ruolo che è cresciuto progressivamente nel tempo fino al punto attuale. Gli studenti che sceglieranno Manuli hanno la possibilità - e sono invitati - a fare altrettanto.

E’ il turno dell’Ing. Leone, Presidente dell’Associazione “Italian Angels for growth”.
D: “Cos’è un ‘business angel’, e cosa possiamo consigliare ai ragazzi dalla sua esperienza per poter affermare la loro presenza in azienda?”
R: L’Ing. Leone racconta di far parte di quel gruppo di Italiani che hanno lasciato il proprio Paese. Dopo aver vissuto una rapida carriera è diventato Presidente di Control Instruments ed è partito alla volta di Zurigo e Boston, dove ha diretto un gruppo di centri di produzione e 5 gruppi di ricerca. Nell’89 ha fatto il più grosso ‘management-buy-out’ in Italia, un’operazione dal valore di 240 miliardi. Alla fine del ‘92 è uscito dall’operazione recandosi ad Amburgo, dove ha assunto la posizione di CEO di Olympus Medical System Europa, un’azienda dal fatturato di 700 milioni di Euro e 2300 dipendenti. Raggiunta la pensione ha capito di voler lasciare qualcosa ai giovani, ed ha convinto un gruppo di persone che “nella vita ha avuto molto” di creare il “give back” (restituzione). Quest’iniziativa mancava in Italia, ma era presente in Svizzera, Germania, Stati Uniti e Giappone, dove era il ‘business angel’ a ricoprire questo ruolo, ovvero un imprenditore, manager di successo, arrivato a un certo punto della carriera con la voglia di dare del give back, soprattutto sotto forma di esperienza e secondariamente con investimenti. L’Associazione “Italian Angels for growth” è costituita da 130 soci, che hanno il compito di esaminare – avvalendosi di una struttura interna - i progetti di innovazione proposti, finanziando e prendendo una partecipazione di minoranza e di mentoring nei progetti scelti. Finora hanno finanziato 40 progetti per un totale investito di 16 milioni di Euro. Gli unici fallimenti sono stati causati dallo scommettere sulle persone sbagliate.
Conclude spiegando il suo concetto di innovazione. Crede nell’importanza di lavorare in gruppo e saper gestire l’innovazione a 360 gradi, non solo una tecnologia specifica. Quando si parla di innovazione “non si parla di bomba atomica”, distingue infatti tre livelli di innovazione:
• Distruttiva – l’auto che sostituisce i cavalli.
• Innovativa – il telefono portatile, che ha superato di 100 volte il mercato del telefono fisso.
• Integrativa – valigia e ruota esistenti da 4000 anni, ma solo nel 1975 si inventa la valigia con la ruota, invenzione che rende obsoleta un’intera industria.
Suggerisce agli studenti di sviluppare le proprie capacità di analisi, di andare alle mostre, scoprire di cosa si occupino le industrie (elettronica, dell’auto, ecc.) e capire i bisogni della società e quale risposta innovativa poter fornire. Ringrazia e chiude il suo intervento.

La moderatrice da’ la parola a Gianpaolo Lotito, Fondatore di FacilityLive, una start-up che ha ricevuto i maggiori finanziamenti e riconoscimenti Nazionali ed Internazionali. Uno dei soci è proprio l’Università di Pavia.
D: “FacilityLive ha messo in pratica il Semantic Web, cos’è e in che modo i ragazzi possono seguire il suo esempio?”
R: Il Sig. Lotito risponde che l’avventura è nata 29 anni prima tra i banchi dell’Università di Pavia, dal suo impegno insieme a quello di Mariuccia Teroni. Hanno vissuto una lunga carriera nel mondo editoriale, iniziata con la pubblicazione della rivista “Student Magazine Pavia”.
Percorre i principali step della Società mostrando al pubblico un breve video. La Società sta cercando di mettere in pratica il Semantic Web, ovvero studiare un motore di ricerca che possa superare il colosso Google. Hanno brevettato in 44 Paesi, dall’Europa agli Stati Uniti, da Israele al Giappone, una metodologia per la ricerca sul Web e su qualunque sistema informatico. Nelle domande di brevetto hanno dovuto descrivere quello che viene chiamato lo ‘stato dell’arte’, spiegando perché il loro modo di procedere fosse il migliore. Hanno descritto lo stato dell’arte (o “prior art”) come appunto ‘Google’. Il video termina con applausi.

D: “Come avete fatto a diventare l’uomo e la donna che fanno paura a Google?”
R: il Sig. Lotito sorvola la domanda, rispondendo che “la lotta di Davide contro Golia fa sempre audience per i media”. Si rivolge invece all’Ing. Leone, apostrofandolo scherzosamente sul fatto che anni prima vennero respinti proprio da “Italian Angels for growth”, ad una valutazione aziendale di 100 volte meno dell’attuale. Lo fa per consigliare ai ragazzi di non scoraggiarsi se viene loro detto che l’idea non è buona, perché talvolta il finanziatore può sbagliare a giudicare l’idea ma soprattutto la persona che la propone. Sottolinea che il più delle volte gli ‘start-upper’ sono giovani, ma può capitare che non lo siano – come nel loro caso – quando ad esempio l’idea nasce da un’esperienza maturata e studiata meticolosamente nel tempo.
Racconta di come la collega Mariuccia Teroni abbia voluto fortemente varare un “graduate programme”, attraverso il quale inserire nella Società un gruppo di ragazzi, allo scopo di farli studiare e realizzare per 6 mesi progetti ad hoc in azienda, per poi assumerli fin dal primo giorno a tempo indeterminato. E’ con questo spirito che FacilityLive ha aderito al panel delle aziende di LM+. Specifica che non sono interessati a personalità ingegneristiche, perché “il digitale non è una cultura tecnica”, ed è un errore reputarlo tale. E’ invece una cultura pervasiva, che tocca tutte le discipline.
FacilityLive ha raccolto 30 milioni di Euro solamente da capitale privato, e non da Venture Capital, fondi d’investimento o denaro pubblico. Sulla stessa onda hanno richiesto all’Università di Pavia solamente servizi e collaborazione. E’ convinto - e lo esprime al pubblico - che Pavia possa diventare “humus” ideale per far crescere ecosistemi digitali vincenti, grazie alla compresenza di un’Università storica e di numerosi giovani raggruppati in una piccola città, autori di tante idee.
Reputa che la partecipazione al progetto da parte di Confindustria sia proprio sintomo di “una voglia di creare qualcosa che possa un domani fare di Pavia una delle capitali digitali del Paese” e – spera - dell’Europa. Oggi in Europa - racconta - c’è una “prateria di opportunità” nel mondo del digitale che le aziende possono sfruttare.
Per spronare i ragazzi cita alcuni dei successi più importanti di FacilityLive: è stata la prima azienda non britannica nella storia ad entrare nell’Élite Programme della Borsa di Londra; invitata in Parlamento Europeo 20 volte in 18 mesi e in Commissione a raccontare la propria avventura; articoli dedicati all’azienda su molti giornali internazionali.
Termina invitando gli studenti ad avere coraggio, e chiedendo ad università e famiglie di insegnare ai ragazzi che è un loro diritto sbagliare, e che il concetto di “Failure” (fallimento) può anche essere visto come quello Americano non di mero fallimento ma possibilità di vivere un’esperienza in più.

La moderatrice si rivolge nuovamente all’Ing. Seghi, di Manuli Hidraulics.
D: “Perché è importante fare questa esperienza? Cosa fornisce Manuli e cosa possono ricevere i ragazzi in cambio?”
R: L’Ing. Seghi risponde che l’adesione alle LM+ regala all’azienda l’opportunità di ottenere ulteriore manodopera, che definisce “intellettuale, fresca, creativa”, da far convergere su progetti specifici. D’altro canto per gli studenti è un’opportunità imperdibile e poterla vivere prima degli altri porta un “vantaggio esperienziale sulla successiva attività lavorativa”. In sintesi lo studente anticipa la sua esperienza di carriera e l’azienda arricchisce il suo parco dipendenti. Invita l’azienda a sfruttare al meglio questa occasione, o potrebbe rivelarsi una delusione. Allo stesso modo allo studente consiglia di vivere questa esperienza anticipata di lavoro con creatività e con la consapevolezza che in azienda vi sono dei limiti di tempo e di stress. Per avere successo lo invita a sviluppare “proattività, insistenza e dinamismo”.

La moderatrice si rivolge ancora all’Ing. Leone di “Italian Angels for growth”
D: “Come possiamo valorizzare questa capacità acerba dello studente, che è fresco ed incline all’innovazione per sua natura?”
R: l’Ingegnere afferma che partecipare ad un tirocinio all’interno di una start-up, composta per sua natura da pochi soggetti, piuttosto che in una complessa azienda strutturata, per uno studente possa rappresentare numerosi vantaggi. In primo luogo il tirocinio in una start-up permette allo studente di “vedere le problematiche a 360 gradi”, cosa non possibile in una grossa azienda perché strutturata in dipartimenti divisi.
Sottolinea che non tutti sono ben disposti a vivere un’esperienza di questo tipo, adatta – con grande tornaconto – solo a chi possiede l’umiltà di scalare le vette della carriera partendo dal basso.

La moderatrice torna ad intervistare il Sig. Lotito, di FacilityLive.
D: “Cos’è FacilityLive? Perché è stata accostata a Google dai Media? Come possono fare i ragazzi a perseguire il vostro bell’esempio?”
R: Il Sig. Lotito risponde che FacilityLive è stata considerata – ed è d’accordo per i motivi esposti in seguito - la “risposta Europea a Google”. Racconta che l’azienda nasce da 25 anni di lavoro e collaborazione con grandi editori, e vanta oltre 100 progetti innovativi di applicazione delle tecnologie digitali al mondo editoriale. Vedendo negli anni la supremazia di Google, hanno riscontrato che il colosso non era però in grado di fornire precise risposte ad una serie di domande fondamentali. Ciò che distingue in primis FacilityLive da Google è che quest’ultimo è un motore ricerca che opera in modo statistico per rilevanza, mentre FacilityLive lo fa per pertinenza, ovvero con l’obiettivo di dare una risposta esatta alle domande dell’user.
Ricorda l’ottenimento del brevetto Americano, dove hanno affermato di poter essere meglio di Google – “prior-art” - in un articolo di 20 pagine.
Spiega successivamente al pubblico il motivo per cui un’azienda delle loro dimensioni risulti tanto interessante a livello internazionale. Il motivo è che FaciliyLive è una delle possibili piattaforme tecnologiche del futuro, in un contesto Europeo in cui non vi sono altre piattaforme oltre a Google. Il 99% delle attuali iniziative nel mondo della tecnologia sono servizi e-commerce, pubblici, online, app-mobile ma nessuno ha creato una nuova piattaforma. Dove c’è la piattaforma (Paesi Leader) c’è l’innovazione (le piattaforme software si trovano negli Stati Uniti, mentre le hardware sono nel Far-East). Gli altri Paesi sono destinati a rimanere followers.
In un’industria che converge sempre di più al 4.0 – spiega - sarà necessario avere delle piattaforme europee, che consentano all’industria di creare innovazione e diventare Leader. L’Università ha – tra gli altri - proprio il compito di far percepire l’importanza di produrre tecnologie di base in Europa.
FacilityLive prenderà i suoi candidati dai corsi di laurea di Economia e Filosofia e non Ingegneria, perché sono convinti che il mondo del digitale abbia bisogno di Antropologi, Designer, Matematici, Fisici e non solo di Ingegneri e ‘Coder’.

* * *

La Dott.ssa Albicocco spera che la tavola rotonda abbia raggiunto lo scopo di fornire agli studenti uno strumento in più per affrontare al meglio l’iniziativa, ed affida l’ultimo intervento all’Ing. Franco Bosi, Presidente della Camera di Commercio di Pavia.

L’Ing. Bosi condivide l’intervento di Roberto Maroni, che - afferma - ha illustrato con chiarezza la realtà del sistema produttivo Italiano - dal tessuto imprenditoriale tipicamente familiare - composto per lo più da piccole e piccolissime imprese di eccellenza. Il consiglio che da ai futuri imprenditori è quello di cercare di svilupparsi e crescere dimensionalmente ma salvaguardando il proprio patrimonio di idee.
Raccogliendo quanto detto dai relatori invita il sistema accademico a fornire più cultura manageriale, evidenziando il fatto che l’Università sappia preparare gli studenti dal punto di vista formativo ma non li renda in grado di conoscere altrettanto bene i sistemi produttivi aziendali.
In Italia l’industria 4.0 sta assumendo un’importanza sempre maggiore, ed avere una piattaforma (FacilityLive) che si stia sviluppando proprio nel nostro Paese - ed in particolare a Pavia - è segno di speranza. Afferma di credere molto nei giovani, reputandoli capaci di interpretare meglio di chiunque altro e rapidamente il mondo attuale, che vive di repentini ed imprevedibili cambiamenti. Uno degli sforzi per collegare il mondo dei giovani a quello produttivo si fa proprio a Pavia, dove l’Università sta lanciando le LM+, prima iniziativa in Italia copiata da altre città, come Venezia. Pavia conta un’Università di prim’ordine, due poli tecnologici, collegi universitari, ovvero possiede tutte le carte vincenti per essere competitiva – seppur con le sue piccole dimensioni – nel panorama internazionale.
Termina ricordando ai presenti che la Camera di Commercio di Pavia offre il suo pieno supporto ad iniziative di questo tipo, e che spesso accade che un problema di comunicazione non porti i cittadini a conoscenza dei progetti promossi. Cita il centro CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica), dove sono specializzati nel trattamento avanzato contro i tumori, e l’EUCENTRE, che si occupa di formazione e ricerca sulla riduzione del rischio sismico. Sono entrambi centri d’eccellenza attivi ma non conosciuti dai cittadini pavesi.

La conferenza si chiude alle h12.00.

3

MAG

2016

RELAZIONE DELLA CONFERENZA STAMPA PARCO TECNICO SCIENTIFICO DI PAVIA

Martedì 3 maggio 2016, alle ore 16.00, nell’ex Istituto di Entomologia dell’Università di Pavia in via Taramelli 24, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del Parco Tecnico Scientifico (di seguito PTS), società consortile promossa dall’Università di Pavia, Comune di Pavia, Camera di Commercio e Provincia. Bio Basic è una delle sei aziende che – attraverso un bando – ha guadagnato il proprio posto in questo incubatore di imprese bio-tech, con due propri laboratori di Microbiologia e Culture cellulari.

I relatori presenti alla Conferenza sono:
• Prorettore alla Terza missione, Prof. Francesco Svelto
• Presidente del Parco Tecnico Scientifico, Professor Antonio Majocchi
• Magnifico Rettore dell’Università di Pavia, Prof. Fabio Rugge
• Presidente della Provincia, Dott. Daniele Bosone
• Sindaco di Pavia, Prof. Massimo De Paoli
• Direttore del Parco Tecnico Scientifico, Prof. Stefano Ramat
• Direttore Scientifico e del Laboratorio di Analisi Chimico-Cliniche della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Prof. Giampaolo Merlini
• Direttore Confindustria Pavia, Dott. Francesco Caracciolo
• Aziende PTS: Ardis, beSharp, Bio Basic Europe, NAM, Noxamet, Polymerix

La conferenza stampa si è aperta con i discorsi introduttivi del Prof. Francesco Svelto, Prorettore alla Terza Missione e Prof. Antonio Majocchi, Presidente PTS.
Il Prof. Svelto - dopo brevi saluti - apre la conferenza ringraziando personalmente ogni persona che ha contribuito negli ultimi tre anni all’implementazione dell’ambizioso progetto (membri del Consiglio di Amministrazione, uffici tecnici e amministrativi, finanziatori, edilizia, banche e singoli membri del PTS).
Polo Tecnologico Servizi S.r.l. nacque nel 2007, con l’obiettivo di promuovere il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di nuove imprese, spin-off e start-up. Da una proposta del 2013 la Società si trasforma nell’attuale Parco Tecnico Scientifico, Società consortile a responsabilità limitata. Posizionandosi al secondo posto della graduatoria regionale relativamente al bando Aster, il progetto “Parco Tecnico Scientifico Scienza e Tech della Vita”, capofila la Provincia di Pavia, ottiene da Regione Lombardia un finanziamento di € 780.000,00. Il cofinanziamento regionale, a fondo perduto, concorre alla copertura del 50% del costo complessivo per la realizzazione del progetto pari ad € 1.560.000,00.

Il progetto ha preso vita grazie al sostegno di:

- Provincia di Pavia
- Università degli Studi di Pavia
- Camera di Commercio di Pavia
- Fondazione Banca del Monte
- Società Polo Tecnologico Servizi srl
- Società Agroittica Acqua & Sole spa

Prende la parola il Prof. Antonio Majocchi che prosegue nei ringraziamenti nei confronti dei ricercatori e di tutti gli imprenditori coinvolti nel progetto. Spiega che il Consiglio di Amministrazione attuale ha portato avanti le decisioni già assunte dagli attori precedenti, implementandole con le relativamente poche risorse disponibili. E’ stata un’esperienza umana significativa ed il progetto è stato reso possibile grazie soprattutto alla collaborazione di tutte le Istituzioni. Vi sono ancora passi da fare ma si sono già resi visibili i primi positivi risultati.
Evidenzia l’importanza di creare una rete, poiché Pavia è una piccola realtà nei confronti di quelle regionali, nazionali ed internazionali – seppur ad alto potenziale. Pavia è infatti sede di una delle più antiche università Italiane, possiede un patrimonio artistico notevole ed è capoluogo di una fertile provincia dedicata soprattutto all’agricoltura. Le industrie sono numericamente ancora poche, e l’augurio è che grazie al PTS possano proliferare. I principali poli pulsanti della città sono appunto l'Università di Pavia che insieme alla Scuola Superiore Universitaria IUSS costituisce il "sistema universitario pavese" e il Policlinico San Matteo.
Il significato del PTS vuole essere quello di favorire la collaborazione tra il mondo pubblico e il mondo privato, le imprese e la ricerca. Pone l’attenzione su due prossime importanti attività previste nel PTS:
- Realizzazione di una piattaforma uniforme - “STRUMENTAZIONE R2B2 - RESEARCH TO BUSINESS/BIOTECHNOLOGY” - con il finanziamento di Regione Lombardia, che offrirà ampia visibilità delle strumentazioni altamente tecnologiche e dei relativi servizi offerti (spiegata in conclusione della conferenza con l’intervento del Prof. Stefano Ramat).
- Apertura di nuovi bandi per accogliere nuove imprese nel PTS e promuovere iniziative imprenditoriali ad alto contenuto scientifico e tecnologico.

Prende la parola il Sindaco Prof. Massimo Depaoli, che saluta i presenti e pone l’attenzione sulla partecipazione delle Istituzioni pubbliche al progetto. Ci tiene a precisare che gli Enti pubblici non intendono contribuire alla buona riuscita dell’iniziativa soltanto tramite l’erogazione di finanziamenti “a pioggia”, ma anche e soprattutto aiutando a costituire una struttura di base, ovvero "costruire le condizioni perché le aziende trovino un terreno fertile per svilupparsi".
Ribadisce le potenzialità imprenditoriali del capoluogo Lombardo, che possiede rilevanti competenze e conoscenze tecniche grazie alla presenza della storica Università e a quella di Istituti scientifici, Istituto di Cura e Policlinico.
L’Ente dovrà formalmente uscire dal progetto come impone la normativa, ma saranno sempre presenti per promuovere e attirare l’imprenditoria a Pavia e per sostenere gli ammirabili contenuti del PTS. Il dialogo tra il mondo pubblico e privato – spiega – è un segno positivo per un futuro di successo del PTS.

Il Dott. Daniele Bosone – Presidente della Provincia di Pavia - prosegue nei saluti e racconta di come la Provincia – nell’idea di un rilancio della città attraverso lo sviluppo di sistemi territoriali - si sia posta le seguenti domande:

D1: QUALE sistema sviluppare?
R: Il sistema delle Scienze della Vita e dell’ICT (Information and Communication Technology), come settore con grande margine di sviluppo. Le Life Sciences sono d’altronde la vocazione del capoluogo Lombardo.

D2: COME sviluppare questo sistema?
R: Si è pensato a progetti di sviluppo territoriale, finanziati da una raccolta fondi con il contributo di Regione Lombardia, che prevedessero la costruzione di partnership tra le Istituzioni pubbliche interessate.
Nello specifico, L’Università di Pavia ha creduto nel progetto, si è fatta fin da subito carico della ristrutturazione dell’edificio universitario ed ha investito con capitale umano.
La Provincia di Pavia ha assunto l’incarico di ristrutturare a sua volta un edificio di sua proprietà di 300 mq, a disposizione del PTS.
La Società Consortile PTS si impegna alla realizzazione della piattaforma “STRUMENTAZIONE R2B2 (RESEARCH TO BUSINESS/BIOTECHNOLOGY)” e all’acquisto di arredi e di infrastrutture informatiche adeguate in tutti gli edifici.
La Fondazione Banca del Monte di Lombardia ha acquistato macchinari, apparecchiature e attrezzature funzionali alla realizzazione dei laboratori.
Oltre a questi interventi, la Società Agroittica Acqua&Sole S.p.A metterà a disposizione delle imprese del PTS alcuni campi per la coltivazione sperimentale.
Il Dott. Bosone prosegue affermando che uno dei vantaggi di aver costituito un polo di aziende (incubatore) ad alto contenuto scientifico e tecnologico è la possibilità di offrire servizi multidisciplinari all’interno di un unico agglomerato, evitando così che le imprese in cerca di servizi specializzati si rivolgano ad altri interlocutori.
Spiega che la Provincia di Pavia ha da subito creduto molto in questo progetto ed la sua partecipazione è stata fondamentale per il suo avvio. Non serve solo il finanziamento economico per spingere il progetto, bensì passione e coinvolgimento.

Parla il Magnifico Rettore dell’Università, Prof. Fabio Rugge. E’ convinto che questo periodo rappresenti per Pavia - e soprattutto per la sua Università - una congiuntura positiva, in cui si assiste ad una rara vicinanza tra i rappresentanti degli Enti Istituzionali e della ricerca, al servizio dell’imprenditorialità. E’ importante che tutti gli attori coinvolti condividano le visioni ed agiscano proiettandosi nel lungo periodo, con lo sguardo rivolto al mondo del ventunesimo secolo. Questo significa sia rivolgersi al mercato estero (per il recruiting e gli scambi di ricerca) e all’internazionalità, che dare importanza alla territorialità. E’ nel territorio – all’interno del PTS - che vi sono infatti i laboratori, le strumentazioni ed il prezioso capitale umano.
Allargare il proprio sguardo – continua - significa evitare futili polemiche ed essere consapevoli della realtà che ci circonda e che non è più accettabile in tempi moderni la distinzione tra conoscenza scientifica e sapere pratico. La scienza oggi non è prodotta soltanto negli atenei, seppur conservino la vocazione di luogo primario per lo sviluppo delle conoscenze. L’università deve diventare una "fabbrica d’imprese".
Il Prof. Rugge è ottimista circa lo sviluppo del progetto e cita le Fondazioni presenti nel territorio a prova di questa congiuntura positiva: Fondazione CNAO, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Fondazione EuroCentre.

Segue un breve intervento del Prof. Giampaolo Merlini, Direttore del Laboratorio di Analisi Chimico-Cliniche della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Crede nell’importanza del PTS come parte di un progetto più ampio, che coinvolge anche il rilancio dello stesso Policlinico di Pavia. La Fondazione è, infatti, uno dei soggetti aderenti al progetto, avendo manifestato interesse alla sua realizzazione e riconoscendone la rilevanza ai fini dello sviluppo del territorio pavese. Attraverso la sinergia - auspica - si possono ottenere risultati d’eccellenza nel campo della ricerca.

L’intervento successivo è del Dott. Francesco Caracciolo, Direttore di Confindustria Pavia. Racconta di come Pavia abbia affrontato diverse difficoltà negli ultimi anni, quali ad esempio chiusure, ridimensionamenti e diminuzione del personale di alcune aziende. Si mostra dunque soddisfatto di questo momento positivo, e speranzoso che lo sviluppo non si arresti. Il PTS è un’occasione di rivincita per il territorio ed occorre approfittare di questa rara congiunzione di collaborazione tra forze istituzionali per determinare le condizioni per un nuovo sviluppo, che deve basarsi sulla creatività e imprenditorialità. Per far sì che il progetto continui su questa onda occorre:
- Iniziativa
- Spirito di squadra
- Università di Pavia a disposizione del territorio, con l’obiettivo di creare imprenditorialità e non solo conoscenza
- Istituzioni a supporto delle imprese
Il mercato delle Life Sciences ha grandi prospettive, afferma che "possono diventare frontiera di nuove imprenditorialità, settore in cui questo territorio può fare molto".
Il Dott. Caracciolo condivide infine un pensiero di auguri per le imprese presenti e ricorda che Confindustria Pavia è disponibile - e si impegna con estremo interesse - a supportare la crescita del progetto, offrendo i propri servizi a titolo gratuito alle imprese del PTS in questa prima fase di avvio.

* * *

Conclusa la prima fase della conferenza di introduzioni e saluti da parte delle Istituzioni pubbliche, è il momento delle singole presentazioni delle aziende del Parco Tecnico Scientifico.
Per Bio Basic apre i discorsi il Managing Director Dott. Umberto Pianca, che racconta – dopo un accenno al proprio background ed esperienza - della fondazione ed evoluzione di Bio Basic in Italia e nel mondo. Siamo un’azienda composta da personale altamente specializzato e giovane, molto propensa all’apertura e all’innovazione. Crediamo – afferma – che il successo si raggiunga allargando il proprio orizzonte, ovvero diversificando le attività ed entrando in più settori possibili.
Prende la parola il Technical Director Dott. Claudio Angelinetta, che spiega ai presenti che – in questi vent’anni di proficua attività – Bio Basic si è specializzata in servizi di testing destinati a valutare e migliorare le performance di prodotti dermo-cosmetologici, con un interesse crescente per il testing di dispositivi medici ed integratori alimentari.
Cita le valutazioni cliniche eseguite nel centro CDC (Istituto di Ricerche Dermo-Cliniche), dove si realizzano test in vivo su volontari sani allo scopo di testare efficacia e sicurezza dei prodotti.
A Pavia Bio Basic - grazie ai due laboratori (Microbiologia e Culture unicellulari) - potrà testare la sicurezza dei prodotti con test personalizzati in vitro. Nel settore cosmetico un regolamento del 2009 vieta la sperimentazione su animali sia dei prodotti cosmetici finiti che degli ingredienti. Nei laboratori interni di Bio Basic verranno sviluppati metodi alternativi di test in vitro di sicurezza/efficacia su culture unicellulari, superando la sperimentazione animale, che consentiranno di eseguire l’esperimento senza limiti numerici ed in condizioni di maggior controllo e standardizzazione. Bio Basic intende realizzare nei propri laboratori test standardizzati in vitro e microbiologici (es. OECD).

La Conferenza Stampa si conclude alle h18.00 con l’ultimo saluto da parte del Prof. Svelto.

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